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Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale

Il Decreto Legislativo n. 169 del 4 agosto 2016 sulla “Riorganizzazione, razionalizzazione e semplificazione della disciplina concernente le Autorità portuali di cui alla Legge 28 gennaio 1994”, ha rivoluzionato il panorama delle autorità portuali per rilanciare il sistema portuale italiano.    

Data pubblicazione:

08/01/2024 16:49

Data ultimo aggiornamento:

30/03/2026 11:41

Autorità di Sistema Portuale del Mare di Sicilia Occidentale

Il principale provvedimento riguarda l’istituzione di sedici Autorità di Sistema portuale che hanno sostituito le precedenti 24 autorità portuali, cambiando il loro governo e centralizzando la nomina dei vertici. Snellimento delle procedure, miglioramento dell’efficienza, aumento della capacità di creare occupazione e sviluppo economico, sostenendo la cooperazione tra porti geograficamente vicini sono alcuni degli obiettivi propri del nuovo assestamento.     

Alla guida delle nascenti autorità di sistema un board snello e un presidente manager con ampia facoltà decisionale. Una riforma che garantisce una forte centralizzazione delle scelte strategiche e considera le authorities come un unico sistema portuale nazionale, in una prospettiva di cooperazione e non di competizione che valorizzi il “molo Italia”.

Il nostro sistema

L’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale ha visto una crescita del suo perimetro di competenza, includendo, oltre agli originari porti di Palermo, Termini Imerese, Trapani e Porto Empedocle, anche quelli di Gela, Licata e Sciacca. Un allargamento che non è simbolico: significa che tutti i porti fanno parte di un disegno strategico unitario, elementi di una rete coerente che lavora insieme per attrarre investimenti, migliorare i servizi e generare sviluppo locale. La Sicilia intera è un sistema economico che vive di connessioni. 

Il porto, in questo contesto, non è un’infrastruttura tra le altre: è la piattaforma che tiene insieme mobilità, energia, sicurezza, turismo e industria. Senza porti efficienti, l’isola rischia isolamento logistico e perdita di competitività; con porti moderni, interoperabili e sostenibili, diventa, invece, strategica nel Mediterraneo. Ecco perché le politiche pubbliche devono sostenere i porti. Inoltre, il Mediterraneo è nel mezzo di un riassetto senza precedenti. Non basta oggi avere porti attrezzati: serve inserirli in corridoi coerenti; non basta avere infrastrutture intermodali: serve integrarli con energia, dati, sicurezza; non basta avere imprese dinamiche: serve un quadro regolatorio che non soffochi la competitività con lentezze e stratificazioni. Noi facciamo la nostra parte. Per essere un nodo, non una semplice tappa.

La nostra governance

Tre parole guidano la nuova governance dell’AdSP: sono responsabilità, visione e concretezza. Responsabilità, perché guidare un’Autorità di Sistema portuale significa avere consapevolezza dell’impatto che ogni decisione ha sul territorio, sugli operatori e sulle comunità. Visione, perché i porti non possono limitarsi a gestire l’oggi: devono interpretare le trasformazioni globali – dalla transizione verde alla digitalizzazione – e collocare la Sicilia occidentale dentro le rotte del futuro. Concretezza, perché le strategie hanno valore solo se si traducono in cantieri avviati, opere completate e opportunità reali per le imprese e i cittadini. Tre parole che insieme riassumono un metodo: ascolto, pianificazione e risultati.

La nostra visione

È una visione di crescita condivisa, dove infrastrutture, turismo e sviluppo urbano si incontrano per dare nuova centralità ai nostri porti e al loro ruolo strategico per la Sicilia. Vogliamo trasformare le porte da mare della Sicilia occidentale in un sistema integrato e competitivo a livello europeo, tra Tirreno e Canale di Sicilia, capace di valorizzare anche gli scali decentrati: lavoriamo a una programmazione che rafforzi le infrastrutture di Sciacca, Porto Empedocle, Licata e Gela, riconoscendone la posizione strategica e il potenziale internazionale. Gli investimenti guardano alle priorità europee: energia, sicurezza, transizione green , soprattutto nei porti più esposti a sud, con Gela inserita nei progetti ENI sulle energie alternative. Parallelamente sviluppiamo portualità turistica (Licata, Sciacca, Gela), consolidamento commerciale e crocieristico (Licata, Trapani), e interventi strutturali già avviati a Palermo, Termini Imerese e Trapani. Vogliamo fare dell’Autorità un riferimento per il Mediterraneo, costruendo alleanze internazionali — da Bruxelles a Rotterdam — e ampliando la capacità dell’isola di integrarsi nelle nuove strategie UE e di intercettare traffici oggi ancora sottoutilizzati.

La nostra ambizione

La nostra ambizione non è modesta: vogliamo che questi porti diventino centri di generazione di valore, un ecosistema che produce occupazione, idee, futuro. E una visione del genere necessità di sostegno: investire nei porti della Sicilia occidentale significa investire in un Mediterraneo connesso, sostenibile e strategico. Significa credere in un modello che unisce infrastrutture, ambiente, persone e governance in un disegno coerente. Non stiamo parlando solo di navi o banchine: stiamo parlando del futuro di un’isola e del suo ruolo nel grande mare europeo.

Management

IL PRESIDENTE
Avv. Annalisa Tardino

Ulteriori informazioni

Avv. Annalisa Tardino

Decreto di nomina

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Curriculum vitae

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Dichiarazione del mancato consenso alla pubblicazione dei dati da parte del coniuge non separato

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Luca Lupi

IL SEGRETARIO GENERALE
Dr. Luca Lupi

Ulteriori informazioni

Curriculum vitae

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Delibera di nomina

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Dichiarazione di insussistenza di cause di inconferibilità ed incompatibilità

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Dichiarazione altri incarichi

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