Una lunga storia mediterranea, la sua. E un rapporto strutturale con il mare. Licata nasce dall’incontro tra mito e realtà. Le fonti antiche ricordano la fondazione di Finziade nel 282 a.C. per opera di Fintia di Akragas, ma la sua esatta collocazione resta ancora oggi incerta. Le ricerche archeologiche, riattivate nel 2024 nell’area di Monte Sant’Angelo, continuano a riportare alla luce tracce di una Sicilia antica, crocevia di civiltà mediterranee. Nel Medioevo Licata assume un ruolo centrale grazie alla sua posizione strategica. Nel 1234 Federico II di Svevia le conferisce il titolo di “Dilettissima”, riconoscendone l’importanza politica e amministrativa e sancendo un rapporto diretto con la Corona che ne rafforza l’autonomia e il prestigio. Accanto alla storia visibile, la città conserva un patrimonio sotterraneo di grande valore. La Grangela, straordinaria opera idraulica di età greca, i Tholos preistorici e lo Stagnone Pontillo, ipogeo poi trasformato in cisterna in epoca araba, raccontano una lunga continuità di insediamento e un uso sapiente delle risorse del territorio. Tra Ottocento e Novecento Licata vive una fase di espansione urbana che lascia tracce evidenti nelle eleganti architetture Liberty, alcune legate alla figura di Ernesto Basile, espressione di una città aperta alla modernità. A dominare il paesaggio restano il Forte Sant’Angelo, presidio militare di epoca spagnola, e la Torre San Nicola lungo la costa, testimonianza della funzione difensiva del litorale. Insieme, questi elementi restituiscono l’immagine di una città stratificata, profondamente legata al mare e alla propria storia.
Comunicati

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